In linea di massima hai ragione: l'unione nasce per battere la destra..ma c'è un punto che manca, o forse una verità che facciamo fatica a raccontare: dentro il campo largo si cammina sulle uova. Ogni battaglia va vinta prima dentro la coalizione, tra le sue anime, prima ancora di poterla proporre al Paese. L'unione fragile e i leader del campo largo tendono a frenarsi.
Lo stesso Conte è più compassato, Schlein cuce in continuazione (anche dentro il PD), Bonelli e Fratoianni opportunamente non vedono e non sentono e men che meno parlano davanti a tematiche divisive. Ed è da qui che nasce l'assenza di progetto dove salario minimo, sanità pubblica sono battaglie giuste ma isolate che non danno l'idea di società che si vuole costruire, ma rimango idee, per quanto giuste, elettorali.
Mi chiedo però cosa sia meglio: un campo largo che cerca di accocchiare qualcosa (conscia del limite che va dalla classe dirigente alle idee, passando per il coraggio di cui parli) oppure una destra che, giorno dopo giorno, segna una nuova tacca sul muro dell'inadeguatezza?
Sembra sciocco ribadirlo ma per vincere ci vuole una "ricetta vincente". Il fatto di aver dimenticato che il Mattarellum era un buon sistema elettorale, fa insospettire. E poi sulla funzione pubblica, sullo Stato, non c'è sintonia. Per questo affidare a un federatore a un unica voce la voce di uno schieramento è importante. Ma va fatto bene.
Il campo largo rischia di durare un anno al governo, anche in caso di vittoria. Su regole, legge elettorale, che non sono aspetti secondari, come le primarie per esempio. Non c'è una stessa visione non c'è un accordo. Purtroppo gli elettori ai seggi con questi tatticismi non ce li porti. Ci vuole un grande racconto, sbagliato o giusto che sia, come fece Veltroni che segnç, anche se perse il record di voti per il Pd.
In linea di massima hai ragione: l'unione nasce per battere la destra..ma c'è un punto che manca, o forse una verità che facciamo fatica a raccontare: dentro il campo largo si cammina sulle uova. Ogni battaglia va vinta prima dentro la coalizione, tra le sue anime, prima ancora di poterla proporre al Paese. L'unione fragile e i leader del campo largo tendono a frenarsi.
Lo stesso Conte è più compassato, Schlein cuce in continuazione (anche dentro il PD), Bonelli e Fratoianni opportunamente non vedono e non sentono e men che meno parlano davanti a tematiche divisive. Ed è da qui che nasce l'assenza di progetto dove salario minimo, sanità pubblica sono battaglie giuste ma isolate che non danno l'idea di società che si vuole costruire, ma rimango idee, per quanto giuste, elettorali.
Mi chiedo però cosa sia meglio: un campo largo che cerca di accocchiare qualcosa (conscia del limite che va dalla classe dirigente alle idee, passando per il coraggio di cui parli) oppure una destra che, giorno dopo giorno, segna una nuova tacca sul muro dell'inadeguatezza?
Sembra sciocco ribadirlo ma per vincere ci vuole una "ricetta vincente". Il fatto di aver dimenticato che il Mattarellum era un buon sistema elettorale, fa insospettire. E poi sulla funzione pubblica, sullo Stato, non c'è sintonia. Per questo affidare a un federatore a un unica voce la voce di uno schieramento è importante. Ma va fatto bene.
Il campo largo rischia di durare un anno al governo, anche in caso di vittoria. Su regole, legge elettorale, che non sono aspetti secondari, come le primarie per esempio. Non c'è una stessa visione non c'è un accordo. Purtroppo gli elettori ai seggi con questi tatticismi non ce li porti. Ci vuole un grande racconto, sbagliato o giusto che sia, come fece Veltroni che segnç, anche se perse il record di voti per il Pd.