Vannacci: self mad(e) man
Il generale Vannacci: un pazzo solitario o un progetto ben pensato?
Ecco il nuovo episodio della newsletter Rassegna Stramp, ancora Vannacci, ancora sulla nascita del nuovo partito di destra-destra in Italia: post-fascista e “vitale”.
Vannacci: dal testo scritto al partito
Firenze, 3 agosto 2023. Immaginate una stanza in penombra. Un uomo siede davanti a uno schermo luminoso, isolato nel suo studio dell’Istituto geografico militare che presiedeva. È un soldato d’élite ultra-decorato, un parà, che ha visto la polvere di Kabul e le bombe su Bagdad. Quella sera, però, non impugna un’arma, ma una tastiera: preme “invio” sulla piattaforma Amazon KDP (self-pubblishing).
In quel momento, Roberto Vannacci è solo uno dei 16.000 italiani che ogni anno scelgono il self-publishing. Il suo file Word, intitolato Il Mondo al Contrario, è un ammasso di 300 pagine destinato, statisticamente, all’oblio digitale. Non c’è pubblicità, non c’è distribuzione nelle librerie; c’è solo lo sfogo di un Generale che si sente “straniero in patria”. Non c’era un progetto, non c’era nessun successo, ma solo un libro-sfogo. Come spesso dirà nelle interviste il generale.
17 Agosto: Il “Big Bang” e il Frame del Padre Severo
Due settimane dopo, il 17 agosto 2023, il giornalista di Repubblica Matteo Pucciarelli, intercetta il testo, non si sa ancora come e perché, e ne denuncia i contenuti omofobi e razzisti. Innesca involontariamente il cosidetto Effetto Barbara Streisand: l’indignazione dei media e dell’estamblishment politico diventa un propellente formidabile, portando il libro in vetta alle classifiche in meno di 48 ore. Ho letto che i sostenitori del Generale inizieranno persino a celebrare il “Matteo Pucciarelli Day” per ringraziare chi, cercando di censurarlo, gli ha regalato fama, soldi e celebrità.
Qui entra in gioco George Lakoff. Vannacci non ha scritto un saggio, ha costruito un “frame” (una cornice mentale): il modello del “Padre Severo” che deve raddrizzare un mondo storto. E quel 17/18 agosto la realtà sembra scritta da uno sceneggiatore distopico per dargli ragione:
Mentre lui scrive di sicurezza, a Piano di Sorrento Anna Scala viene uccisa dall’ex già denunciato più volte.
Mentre teorizza l’identità, nei boschi del cuneese parte la caccia all’olandese Sacha Chang.
Mentre attacca le “minoranze”, a Firenze un’assoluzione per stupro viene motivata dal “fraintendimento del consenso” dovuto a una concezione pornografica della donna.
Il frame si chiude: il cittadino comune, immerso in questo flusso, pensa: “Il Generale esagera, ma dice la verità”.
L’inchiostro precede il potere: da Hitler a Zemmour
Vannacci ha riscoperto una lezione tutta novecentesca: la parola scritta è la miccia del potere politico.
Adolf Hitler scrisse il Mein Kampf nel 1924 in cella per fissare le “zeppe” ideologiche del suo movimento. Ma prima arrivò al successo lui e solo dopo il suo libro.
Éric Zemmour in Francia ha trasformato le 500.000 copie del suo Suicidio francese nel partito Reconquête. Un po’ come Vannacci.
Guglielmo Giannini, nel dopoguerra, fondò il Fronte dell’Uomo Qualunque partendo dal disgusto per la politica professionale espresso però da un quotidiano.
Beppe Grillo vergava i suoi post nel suo blog. Ma era già famoso per il suo passato glorioso in Rai.
Dal “Taxi” della Lega alla “Polveriera” Nazionale
Nel 2026, a meno di due anni dalle elezioni politiche, il Generale ha compiuto l’ultimo passo: ha registrato lo statuto di Futuro Nazionale davanti a un notaio di Lucca.
Ha usato la Lega di Matteo Salvini come un “taxi ” per arrivare a Bruxelles con oltre mezzo milione di preferenze, per poi cambiare partito, anzi farsene uno tutto suo.
Ma per Vannacci inizia ora il “Vietnam” della burocrazia italiana: senza una struttura di partito, dovrà affrontare la raccolta firme in tutte le circoscrizioni. La sua base attuale è un’armata Brancaleone digitale: circa 200 “Team Vannacci” e un canale Telegram con soli mille iscritti, dove ogni dissenso viene purgato istantaneamente. Riuscirà a federare i naziskin veneti, i nostalgici della Decima Mas e i movimenti del Sud?.
Il Terzo Atto: La Remigrazione
Mentre viviamo nell’era degli influencer video, il fatto che un partito nasca da un tomo di 300 pagine è un paradosso che non è del tutto negativo.
Attenzione però, perché Vannacci sta già preparando il terzo atto sulla “remigrazione”, un tema radicale rubato all’AfD tedesca. Resta da capire se in un’Italia post-pandemia a qualcuno freghi ancora di queste crociate identitarie o se il Generale resterà l’autore di un solo, fortunatissimo, bestseller politico.
Intanto che saluto i nuovi iscritti Osvaldo, Rosalia, Pietro e Salvatore. Noi restiamo qui, “felici pochi”, a guardare se il mondo si raddrizzerà (con o senza Vannacci) o se finirà definitivamente a scatafascio.
Vincent Russo


